Dalla lettera agli Ebrei 7, 11-28
Se la perfezione ci fosse stata per mezzo del sacerdozio levitico - sotto di esso infatti il popolo ha ricevuto la legge - che bisogno c'era che sorgesse un sacerdote differente alla maniera di Melchisedek, e che non venisse detto sacerdote alla maniera di Aronne? Infatti, se viene mutato il sacerdozio, avviene necessariamente anche un mutamento della legge. Ora l'individuo di cui si dicono tali cose è membro di un'altra tribù, della quale nessuno mai fu addetto all'altare. È noto infatti che il Signore nostro è germogliato da Giuda e che riferendosi a questa tribù Mosè non disse nulla riguardo al sacerdozio.
Ciò risulta ancor più evidente dal momento che sorge, a somiglianza di Melchisedek, un sacerdote differente, che non è diventato tale per ragione di una prescrizione carnale, ma per la potenza di una vita indefettibile. Gli è resa infatti questa testimonianza:
Tu sei sacerdote in eterno
alla maniera di Melchisedek (Sal 109, 4).
Si ha così l'abrogazione di un ordinamento precedente a causa della sua debolezza e inutilità - poiché la legge non ha portato nulla alla perfezione - e l'introduzione di una speranza migliore, grazie alla quale ci avviciniamo a Dio.
Inoltre ciò non avvenne senza giuramento. Quelli infatti diventavano sacerdoti senza giuramento; costui al contrario con un giuramento di colui che gli ha detto:
Il Signore ha giurato e non si pentirà:
tu sei sacerdote per sempre (Sal 109, 4).
Per questo, Gesù è diventato garante di un'alleanza migliore.
Inoltre, quelli sono diventati sacerdoti in gran numero, perché la morte impediva loro di durare a lungo; egli invece, poiché resta per sempre, possiede un sacerdozio che non tramonta. Perciò può salvare perfettamente quelli che per mezzo di lui si accostano a Dio, essendo egli sempre vivo per intercedere a loro favore.
Tale era infatti il sommo sacerdote che ci occorreva: santo, innocente, senza macchia, separato dai peccatori ed elevato sopra i cieli; che non ha bisogno ogni giorno, come gli altri sommi sacerdoti, di offrire sacrifici prima per i propri peccati e poi per quelli del popolo, poiché egli ha fatto questo una volta per tutte, offrendo se stesso. La legge infatti costituisce sommi sacerdoti uomini soggetti a debolezza, ma la parola del giuramento, posteriore alla legge, costituisce tale il Figlio reso perfetto in eterno.
