Messaggio alle chiese di Efeso e di Smirne

Dal libro dell'Apocalisse di san Giovanni, apostolo         2, 1-11


    Io, Giovanni, udii il Signore che mi diceva: «All'angelo della chiesa di Efeso scrivi:

    Così parla colui che tiene le sette stelle nella sua destra e cammina in mezzo ai sette candelabri d'oro: Conosco le tue opere, la tua fatica e la tua costanza, per cui non puoi sopportare i cattivi; li hai messi alla prova - quelli che si dicono apostoli e non lo sono - e li hai trovati bugiardi. Sei costante e hai molto sopportato per il mio nome, senza stancarti. Ho però da rimproverarti che hai abbandonato il tuo amore di un tempo. Ricorda dunque da dove sei caduto, ravvediti e compi le opere di prima. Se non ti ravvederai, verrò da te e rimuoverò il tuo candelabro dal suo posto. Tuttavia hai questo di buono, che detesti le opere dei Nicolaìti, che anch'io detesto.

    Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle chiese: Al vincitore darò da mangiare dell'albero della vita, che sta nel paradiso di Dio.

    All'angelo della chiesa di Smirne scrivi:

    Così parla il Primo e l'Ultimo, che era morto ed è tornato alla vita: Conosco la tua tribolazione, la tua povertà - tuttavia sei ricco - e la calunnia da parte di quelli che si proclamano Giudei e non lo sono, ma appartengono alla sinagoga di satana. Non temere ciò che stai per soffrire: ecco, il diavolo sta per gettare alcuni di voi in carcere, per mettervi alla prova e avrete una tribolazione per dieci giorni. Sii fedele fino alla morte e ti darò la corona della vita.

    Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle chiese: Il vincitore non sarà colpito dalla seconda morte».